La lavorazione della selce durante la Preistoria

Nel territorio di Farnese sono stati rinvenuti molti strumenti in selce di epoca preistorica, tra cui una punta di freccia da Semonte, nella Selva del Lamone, che ha ispirato il logo del MuRV.

Punta di freccia in selce da Semonte, Selva del Lamone. — presso Museo Civico “F. Rittatore Vonwiller”

Ma che cos’è la selce? E’ una roccia sedimentaria, di elevata durezza, di consistenza omogenea, composta prevalentemente da silice. Può essere scheggiata con grande facilità e il suo colore può variare: ci sono selci di colore rosso, giallo, grigio, bianco o con varie sfumature. La selce si trova solitamente in liste o in noduli all’interno delle rocce o in arnioni (concrezione a forma di grande ciottolo). A volte la selce si raccoglieva nei corsi d’acqua dove i ciottoli erano trasportati dalla corrente o dove gli arnioni erano sepolti nei depositi alluvionali.

Nell’area di raccolta la selce veniva scheggiata e lì si abbandonavano gli scarti di lavorazione.

Ma come si realizzavano gli oggetti in selce? Generalmente erano necessarie due operazioni distinte: la scheggiatura e il ritocco. Il blocco di selce veniva colpito tramite un percussore (scheggiatura) e si ottenevano delle schegge o delle lame taglienti che poi, opportunamente lavorate (ritocco), venivano trasformate in strumenti. Grazie allo studio della cosiddetta catena operativa, vale a dire delle singole fasi di lavorazione della selce testimoniate dagli scarti e dagli oggetti semilavorati, è possibile comprendere il modo in cui l’uomo realizzò alcuni manufatti in selce. Le tecniche di scheggiatura impiegate nella Preistoria sono le seguenti:

PERCUSSIONE DIRETTA: il blocco di selce tenuto in mano viene colpito direttamente da un percussore in pietra, osso o corno.

PERCUSSIONE INDIRETTA: il blocco di selce viene percosso ponendo uno scalpello tra il percussore, che poteva essere in pietra, osso o corno, e il blocco di selce.

PERCUSSIONE SU INCUDINE: il blocco di selce viene percosso su una pietra appoggiata a terra.

PRESSIONE: è una tecnica molto sofisticata impiegata soprattutto per la produzione di lame e lamelle sottili e regolari. Il blocco di selce veniva appoggiato a terra, tenuto saldo fra i piedi e su esso si provocava una pressione con un bastone di legno appuntito. Le lame e le schegge venivano quindi ulteriormente lavorate: tramite strumenti in osso, corno o legno venivano staccate piccole schegge lungo i margini del manufatto per ottenere una forma precisa. Tramite il ritocco un manufatto diventava uno strumento.

Vari tipi di percussione per ottenere strumenti in selce.

Testo tratto in parte da “Con l’archeologia sulle tracce del passato. La Piana Rotaliana dalla Preistoria all’Età Romana”, Progetto didattico a cura di Francesco Bazzanella, M. Raffaella Caviglioli, Luisa Moser, Rosa Roncador

Soprintendenza per i Beni librari, archivistici e archeologici, Trento 2010