Mauro Incitti, l’archeologo di Rofalco

Nel 2010, a Farnese, si è svolta la Giornata di Studi in memoria di Mauro Incitti, archeologo prematuramente scomparso cui si deve l’inizio degli scavi nel sito di Rofalco. Di seguito il ricordo dell’ex Sindaco di Farnese, Alessandro Santi, e dell’allora Assessore alla Cultura, Tiziana Mancini.

A lui è dedicata la sezione etrusco-romana del Museo Civico “F. Rittatore Vonwiller” di Farnese.

L’archeologo Mauro Incitti

A cinque anni dalla prematura scomparsa dell’archeologo Mauro Incitti, presso il Museo civico Ferrante  Vonwiller di Farnese, si è organizzata una Giornata di Studi per ricordare le stagioni da Lui trascorse a scavare la villa romana della Selvicciola a Ischia di Castro e l’abitato etrusco di Rofalco a Farnese, quest’ultimo ancora in corso di scavo da parte del suo Gruppo Archeologico Romano, ma anche per ricordare l’uomo Mauro. Fondato il Gruppo Archeologico di Colleferro, suo paese natio, si trasferì a Roma per approfondire i suoi studi e qui scelse definitivamente il GAR. Testardo, di carattere chiuso e taciturno, timido e umile, d’acchito non risultava simpatico, ma poi, una volta conosciute le persone, diventava sorridente e affabile. Sugli scavi era disponibilissimo nei confronti di tutti, in particolare gli piaceva insegnare ai più giovani, tenerli a battesimo sullo scavo con pazienza e generosità. Profondo conoscitore dell’archeologia romana, aveva maturato nel corso degli anni una grande esperienza nello scavo delle sepolture; esperto di cocci, in particolare di anfore da trasporto e di ceramiche da mensa, si dedicò col massimo impegno anche all’archeologia subacquea e a quella medievale. Iniziò a bazzicare il nostro territorio nella seconda metà degli anni Novanta, carico di un notevole bagaglio di esperienze acquisite in campagne di scavo effettuate presso Nola, Tolfa, Cencelle, tra Monte Romano, Blera e Civitella Cesi, ma soprattutto a Ischia di Castro, presso la Selvicciola, dove si fece apprezzare sia scientificamente che umanamente. Ed è proprio dal 1996 che, sotto la direzione di Mauro, il GAR inizia con indagini sistematiche, effettuate all’interno della Riserva Naturale Selva del Lamone, la scoperta della fortezza etrusca di Rofalco. A lui il merito di aver creduto in quell’ammasso di pietre laviche e di aver attirato l’attenzione degli archeologi di tutta Italia su quel sito”.