Alla ricerca dell’antico nome di Sorgenti della Nova

Testo tratto dal volume “Sorgenti della Nova. Un abitato tra protostoria e medioevo”, a cura di Nuccia Negroni Catacchio e Massimo Cardosa, Milano 2007, pp. 64-65

Nella storia di un territorio compaiono spesso variazioni di nomi, per cui è difficile a volte ritrovare luoghi o insediamenti citati nei documenti antichi.

Sorgenti della Nova deriva il suo nome dalla ricca sorgente collocata alla base della rupe su cui insiste: così è stato denominato l’abitato subito dopo la sua scoperta, per distinguere il sito dal territorio circostante e per ovviare ad una contraddizione tra il termine riportato dal foglio della cartografia IGM (“La Roccaccia”) e quello abitualmente in uso localmente (“Il Castellaccio”). In realtà anche quest’ultimo termine risulta abbastanza recente, in quanto attribuito al luogo per la presenza dei resti di un castello abbandonato e non più esistente negli antichi catasti del territorio di Farnese.

Resti del castello di Castiglione

In un primo momento, a un esame sommario dei documenti si era pensato che l’abitato di Sorgenti della Nova fosse da identificare con l’antica Citignano; in realtà successivamente in base ad un esame più attento si è potuto ricostruire che il nome antico dell’insediamento era Castiglione.

In un documento datato 11 ottobre 2010, l’imperatore Ottone IV riconosce a Ildebrandino Aldobrandeschi il possesso legittimo sulle terre che furono già del conte Ranieri di Bartolomeo, che quest’ultimo aveva donate nel giugno 1168 al comune di Orvieto: Pitigliano, Sorano, Vitozza, Sala, Ischia, Farnese, Castiglione, Petrella, Morrano, Castellorso.

Molti documenti di età successiva che riguardano i parenti di papa Paolo III Farnese citano ancora questa località senza che però sia possibile capire dove fossero situate esattamente le terre e il castello di Castiglione.

Ranuccio Farnese il Vecchio

Notizie più certe sono inserite invece nel testamento di Ranuccio Farnese il Vecchio, dettato nel castello di Ischia nel 1450: in esso il nobile destinava al fratello Meo alcuni possedimenti che risulterebbero situati nei pressi di terre tra le quali compaiono anche Castiglione, La Roccaccia, Morrano e Mezzano. Se i resti del castello di Morrano si possono individuare nella località denominata Morranaccio (lungo il Fosso della Nova nel comune di Pitigliano), mentre quelli di Mezzano sono vicini al lago omonimo sul monte Rosso, allora il territorio di Castiglione doveva estendersi tra queste due località: proprio dove le reminiscenze più importanti sono quelle di Sorgenti della Nova, al di là del corso della Valenza, in territorio di Pitigliano.

Ad avvalorare la tesi contribuisce un vicino fosso chiamato da chi abita nella zona “il fosso del Castiglione”; infine, nel catasto Chigi del 1749 conservato nell’archivio storico di Farnese, si parla di una zona con ruderi di fianco a Pitigliano, detta Castiglione.

Sembra quindi assai probabile che nel Medioevo questo fosse il nome del castello che insiste sull’abitato di Sorgenti della Nova e che, come accade quasi di regola, una volta abbandonato, divenne “il Castellaccio”.